Notizie di spettacolo nelle Marche

Due uomini, un 56enne di Appignano e un 46enne di Sant'Angelo in Pontano, entrambi già noti alle forze dell’ordine, sono stati denunciati in stato di libertà dai Carabinieri della Stazione di Urbisaglia con l’accusa di possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli, occultamento di targa e ricettazione.

Il provvedimento è scaturito da un controllo effettuato lungo la Strada Provinciale 78, dove i militari hanno fermato un autocarro con la targa oscurata, di proprietà e condotto dal 56enne, con a bordo il 46enne.

L’ispezione del mezzo ha permesso di rinvenire, nell’abitacolo, diversi attrezzi da scasso. Nel cassone erano invece caricati un trattore cingolato privo di targa, un erpice a denti fissi, un decespugliatore, una troncatrice cesoia per ferro e una smerigliatrice angolare.

Gli accertamenti successivi hanno consentito di appurare che il veicolo e le attrezzature erano stati rubati a un imprenditore 69enne residente a Porto Sant'Elpidio, che non si era ancora accorto della sottrazione avvenuta nelle pertinenze della propria casa rurale situata a Sant’Angelo in Pontano.

La vittima ha successivamente formalizzato querela. L’intera refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. Le indagini proseguono per ulteriori approfondimenti.
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Si è conclusa con una denuncia a piede libero l’operazione dei Carabinieri della Stazione di Caldarola volta a contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive e a tutelare le fasce più deboli della popolazione.

I militari, a seguito di una dettagliata denuncia-querela sporta da una coppia di coniugi anziani residenti a Serrapetrona, hanno denunciato tre soggetti, già noti alle forze dell’ordine, una 19enne residente a Casoli (CH), una 42enne residente a Chieti e un 47enne residente a Civitanova Marche.
 
L’attività investigativa ha permesso di ricostruire una vicenda iniziata nel mese di novembre 2025. Secondo quanto accertato dai Carabinieri, i tre indagati avrebbero occupato arbitrariamente un appartamento di proprietà dei due anziani, situato nel comune di Civitanova Marche.

Oltre all'occupazione dell'immobile, agli indagati viene contestato di aver sistematicamente ostacolato l’ingresso dei legittimi proprietari nelle pertinenze condominiali dello stabile, impedendo loro di fatto l'esercizio del diritto di possesso.

Per i tre soggetti è scattata la denuncia per la violazione di due specifici articoli del Codice Penale e più specificatamente l’art. 633 c.p. (Invasione di terreni o edifici) per essersi introdotti e aver occupato senza titolo l'immobile altrui e l’art. 634-bis c.p. (Turbativa violenta del possesso di cose immobili) per le condotte volte a impedire con violenza o minaccia l'accesso dei proprietari allo stabile.
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Giovedì, 19 Febbraio 2026 12:23

Anche Ussita alla BIT di Milano

Il Comune di Ussita protagonista alla Bit di Milano per promuovere un territorio integrato e rilanciare l’identità dell’Appennino marchigiano. Alla Borsa Internazionale del Turismo, nel padiglione Marche, la sindaca Silvia Bernardini ha rappresentato la comunità in una fitta agenda di incontri dedicati al turismo lento e alla rinascita delle aree colpite dal sisma.

Al centro del confronto i Cammini della Rinascita e i progetti che coinvolgono le quattro regioni del cratere, insieme al rilancio delle aree interne maceratesi. Con la prima cittadina Silvia Bernardini si sono confrontati il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e la sottosegretaria Silvia Luconi.

«È stata una bellissima ed utile esperienza tornare in Bit per promuovere la DMO Sibillini Italy Experience, di cui Ussita fa parte, e i progetti della SNAI maceratese», ha dichiarato Bernardini, citando anche “Camminando nel Cratere”, podcast realizzato con Loquis.
Ussita-  ha ribadito-  è in linea con la crescente domanda di turismo sostenibile e destagionalizzato: dalla cabinovia Frontignano-Cornaccione, pensata per garantire accessibilità tutto l’anno, al progetto “Territori Forti e Fluidi”, rete di comuni di cui è capofila, fino ai podcast appena lanciati sul canale YouTube istituzionale.


Nel corso della fiera sono state presentate anche le tavole dell’artista Guasco dedicate ai comuni della DMO. Per Ussita, la Sibilla si staglia sotto il Monte Bove accanto alla chiesa di Santa Scolastica, simbolo di una comunità che, anche dopo il sisma, ha scelto di restare e ricostruire non solo edifici ma un futuro condiviso.
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Si spacciava per associazione culturale senza scopo di lucro, ma operava come una vera impresa commerciale: per questo i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Macerata hanno riqualificato l’ente applicando il regime fiscale ordinario e segnalando ricavi non dichiarati per circa 170 mila euro. L’operazione, condotta nei giorni scorsi nel capoluogo, ha permesso di accertare anche un’Iva dovuta per circa 40 mila euro e violazioni in materia di lavoro sommerso.

L’attività ispettiva ha preso avvio nell’ambito dei controlli di polizia economico-finanziaria finalizzati al contrasto dell’evasione fiscale.

Sotto la veste formale di ente “non commerciale”, l’associazione svolgeva corsi di lingue straniere, lezioni di italiano per cittadini stranieri e servizi di supporto scolastico per studenti di ogni ordine e grado. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, però, l’organizzazione operava con modalità tipiche di un’impresa, intrattenendo rapporti con veri e propri clienti e, non con associati.

Determinante è stato l’approfondimento sulla gestione interna: il presidente esercitava in via esclusiva le funzioni decisionali e amministrative, di fatto conducendo l’ente come una società commerciale unipersonale. In assenza dei requisiti normativi, civilistici e fiscali previsti per beneficiare delle agevolazioni riservate agli enti non profit, i militari hanno proceduto alla riqualificazione dell’attività.

La ricostruzione del volume d’affari si è rivelata particolarmente complessa: l’associazione risultava priva di documentazione contabile, libri e registri sociali. Nonostante ciò, la verifica fiscale ha consentito di far emergere ricavi non dichiarati per circa 170 mila euro e l’omesso versamento dell’Iva per circa 40 mila euro. Inoltre è stata accertata la presenza di un lavoratore completamente “in nero”.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto all’evasione e all’abuso delle agevolazioni fiscali, con l’obiettivo di tutelare la leale concorrenza e gli operatori economici che rispettano le regole.
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Si terrà giovedì 5 febbraio alle ore 21 presso il Duepuntozero Ristopub di Passo San Ginesio la presentazione del nuovo libro di Daniele Salvi “La Città appenninica. Cronache dalla ricostruzione” (Il Lavoro editoriale 2025).

L’iniziativa, organizzata dai Circoli del Pd di Colmurano, Loro Piceno, San Ginesio, Sarnano, Urbisaglia vedrà la partecipazione dell’autore intervistato da Matteo Polci del Circolo Pd di San Ginesio.
Ma l’incontro si prospetta come un confronto a tutto campo sui temi delle aree interne, della ricostruzione post sisma, della montagna appenninica e, più in generale, delle Marche e del centro Italia, con l’intervento di diverse personalità del mondo civico e rappresentanti delle parti sociali interessate.

È previsto anche l’intervento dell’On. Irene Manzi, segretario della VII Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei Deputati.

Come ha scritto Giorgio Mangani, editore del libro, “dopo il successo delle riflessioni sul futuro del regionalismo de ‘La Post Regione’ (2020), Daniele Salvi concentra la sua attenzione sulle aree interne dell’Appennino umbro-marchigiano e il suo tessuto di piccole e medie città storiche alle prese con il calo demografico, la crisi industriale, le questioni sociali ed ambientali, provando ad intercettare i nodi strategici e politici di uno sviluppo e di una progettualità di nuova generazione capaci di cogliere le sfide della ricostruzione post sisma”.

Per info: 3318910400 / 3280308098.


Daniele Salvi (Castelraimondo, 1969), laureato in filosofia all’Università degli Studi di Perugia, è stato Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio regionale delle Marche negli anni 2004-2005 e 2015-2020. Responsabile di Segreteria dell'Assessorato al Bilancio, Trasporti, Cooperazione e Cultura della Regione Marche negli anni dal 2005 al 2015. Assessore alla formazione, al lavoro e alle attività produttive della Provincia di Macerata negli anni 2008-2009 e Consigliere della stessa dal 2009 al 2016. Ha coordinato il Team Sisma della CNA delle Marche negli anni 2021-2022. È autore de “La Post Regione. Le Marche della doppia ricostruzione” (Il Lavoro Editoriale, 2020) e “La Città appenninica. Cronache dalla ricostruzione” (Il Lavoro Editoriale 2025).
Ha un proprio blog www.lapostregione.blogspot.com. Scrive di politica, cultura e sviluppo territoriale su riviste, periodici e quotidiani. Dal 2022 fa parte dello staff del Sindaco di Fabriano e si occupa di progettualità


Città appenninica Passo San Ginesio 05022026

Copertina Città Appenninica jpg 1



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La Polizia locale di Camerino sequestra articoli per bambini esposti alla vendita al pubblico senza certificazione, applicate elevate sanzioni.

È questo il bilancio di un intervento effettuato pochi giorni fa a Camerino dalla Polizia locale nell’ambito dei controlli svolti, tesi a verificare l’eventuale commercializzazione di prodotti non conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza e privi di requisiti essenziali previsti dalla legge a tutela dei consumatori.

“Nella circostanza gli operatori, dopo aver verificato le autorizzazioni in possesso della titolare dell’attività – spiega il Comandante della Polizia locale di Camerino, Cristiana Zampetti – hanno riscontrato che gli articoli in oggetto erano tutti sprovvisti della prescritta marcatura CE e di tutti i requisiti minimi essenziali di etichettatura come composizione, produttore, paese d’origine, presenza di materiali e sostanze nocive. Assenti anche le istruzioni d’uso. Il codice del Consumo impone che i prodotti immessi in commercio riportino dettagli chiari e trasparenti per tracciare la filiera e assicurare livelli di sicurezza, a protezione del consumatore. Oltre al sequestro amministrativo della merce per bloccarne la commercializzazione, sono state applicate sanzioni con il coinvolgimento della Camera di Commercio di Macerata».
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Lunedì, 26 Gennaio 2026 12:50

Quattro persone denunciate per furto

Quattro persone denunciate in stato di libertà per due distinti episodi di furto avvenuti a Macerata: è il risultato delle indagini condotte dai Carabinieri della Stazione cittadina, che hanno ricostruito i fatti e individuato i presunti responsabili di un furto in abitazione e di un altro all’interno di un luogo di culto. Le attività investigative si sono sviluppate nelle scorse settimane e hanno portato alla segnalazione dei soggetti all’Autorità Giudiziaria competente.

Il primo episodio risale alla fine di dicembre ed è emerso dalla denuncia presentata da una donna di 60 anni residente nel capoluogo. La vittima ha riferito di essersi recata a fare la spesa in un noto supermercato cittadino e di essersi accorta, al momento del pagamento alla cassa, del furto del portafoglio, che aveva riposto all’interno di una busta della spesa. Poco dopo, il portafoglio è stato ritrovato dal personale del supermercato, abbandonato in un anfratto tra gli scaffali, ma al suo interno mancavano una carta di pagamento e circa 100 euro in contanti. La donna ha successivamente verificato che la carta sottratta era stata utilizzata per effettuare diversi acquisti online, per un importo complessivo superiore ai 200 euro.

Le indagini dei Carabinieri, basate sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei supermercati interessati e su approfondimenti di tipo telematico, hanno consentito di individuare due uomini di nazionalità egiziana, ritenuti responsabili del furto e dell’indebito utilizzo della carta di credito. Per entrambi è scattata la denuncia per furto e utilizzo fraudolento di strumenti di pagamento.

Il secondo intervento riguarda invece un furto avvenuto in una chiesa di Macerata, da cui è stata asportata la cassetta delle offerte. Anche in questo caso i militari hanno avviato immediatamente gli accertamenti, raccogliendo elementi ritenuti concreti e concordanti a carico di un giovane italiano di 23 anni e di una donna di 41 anni di origine serba, entrambi residenti in provincia di Perugia e già noti alle forze dell’ordine. L’analisi delle immagini di videosorveglianza pubblica e privata e l’esame del traffico telefonico hanno permesso di collocare con precisione uno degli indagati nell’area e nell’orario del reato.
Per entrambi è scattata la denuncia per furto aggravato, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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Lunedì, 26 Gennaio 2026 12:46

Bigiotteria falsa, maxi sequestro al mercato


Oltre mille articoli di bigiotteria contraffatti sequestrati e una denuncia: è il bilancio di un’operazione della Guardia di Finanza di Macerata condotta a Civitanova Marche durante il mercato settimanale, nell’ambito dei controlli economici del territorio e del contrasto ai traffici illeciti. L’intervento, effettuato nei giorni scorsi dai finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche, ha preso di mira il fenomeno dell’abusivismo commerciale organizzato e la vendita di prodotti con marchi falsi.

Nel corso dell’attività, le fiamme gialle hanno sottoposto a controllo una bancarella riconducibile al titolare di una ditta individuale, che esponeva per la vendita numerosi oggetti di bigiotteria recanti marchi e segni distintivi di note case di moda italiane ed estere. Gli accertamenti svolti sul posto hanno consentito di verificare che il venditore non era in possesso di alcuna autorizzazione da parte delle aziende titolari dei marchi per la loro riproduzione sui prodotti commercializzati.

A seguito delle verifiche, i militari hanno proceduto al sequestro amministrativo e penale di 1.002 articoli contraffatti, tra bracciali, orecchini, anelli e collane, ritenuti idonei a trarre in inganno i consumatori sull’origine e sull’autenticità della merce. Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Macerata per le ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, ferma restando la presunzione di innocenza fino a definitivo accertamento delle responsabilità.

L’operazione si inserisce in una più ampia strategia della Guardia di Finanza volta a tutelare la legalità economica, la concorrenza leale tra operatori commerciali e la sicurezza dei consumatori, spesso ignari di acquistare prodotti non originali. Il contrasto alla contraffazione, sottolineano dal Corpo, rappresenta infatti un presidio fondamentale non solo per la difesa del made in Italy, ma anche per la salvaguardia del mercato e dei cittadini, soprattutto in contesti ad alta affluenza come i mercati settimanali.

















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All’alba di oggi, tra Potenza Picena e la provincia di Cosenza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata, con il supporto dei militari di Ancona, Fermo e Cosenza, delle unità cinofile di Pesaro e del Nucleo Elicotteri di Pescara, hanno arrestato nove persone nell’ambito di una vasta operazione antidroga coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona.

Le misure cautelari in carcere, emesse dal GIP del Tribunale di Ancona, colpiscono gli appartenenti a un’organizzazione accusata di traffico di sostanze stupefacenti ai sensi dell’articolo 74 del DPR 309/1990.

Le indagini, condotte dall’Aliquota Operativa dei Carabinieri di Civitanova Marche tra marzo 2024 e settembre 2025, hanno documentato l’esistenza di una solida rete di spaccio, radicata lungo la costa maceratese. L’attività investigativa è partita dalla denuncia di una “madre coraggio”, esasperata dalle minacce del capo del gruppo che pretendeva il pagamento dei debiti di droga del figlio tossicodipendente. Da quell’episodio si è sviluppata un’inchiesta che ha svelato un sistema ben organizzato, capace di rifornire abitualmente decine di consumatori, tra cui anche professionisti insospettabili.

Al vertice del sodalizio, secondo gli inquirenti, un uomo di origini calabresi, già appartenente a una famiglia con legami storici con la ’Ndrangheta, trasferitasi nel maceratese negli anni ’90. A lui si affiancavano il fratello e la moglie: quest’ultima, titolare di una tabaccheria, fungeva da collettore dei proventi dello spaccio, gestendo la “cassa comune” con cui venivano finanziati gli acquisti di droga e le spese legali degli affiliati.

Gli investigatori hanno ricostruito quattro diversi canali di approvvigionamento della cocaina, legati a fornitori albanesi, nordafricani e campani, documentando circa 200 episodi di spaccio e sequestrando 300 grammi di cocaina e 2 chili di hashish e marijuana.
Durante le operazioni sono stati già effettuati cinque arresti in flagranza e sequestrate armi da fuoco, tra cui due fucili e numerose munizioni, prova della pericolosità del gruppo.

L’organizzazione, che operava principalmente a Potenza Picena e Civitanova Marche, utilizzava la tecnica dello “spaccio itinerante”: contatti via WhatsApp, linguaggio in codice e incontri in luoghi sempre diversi, per sfuggire ai controlli e ridurre i rischi. Gli spacciatori collaboravano tra loro indirizzando i clienti verso altri affiliati in caso di mancanza di scorte, confermando la struttura unitaria e stabile del sodalizio.

L’operazione, battezzata “Potentia” dal nome latino del comune di Potenza Picena, ha svelato un radicamento profondo nel territorio: gli indagati conoscevano le auto civetta delle forze dell’ordine e si avvalevano di fiancheggiatori per segnalare eventuali controlli. Nel corso dei blitz odierni, i Carabinieri hanno rinvenuto altre due pistole con matricola abrasa e numerosi proiettili.

Le persone arrestate sono attualmente in custodia cautelare in carcere.

Come precisano gli investigatori, si tratta di misure adottate in fase preliminare: gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva
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Un’improvvisa rottura della condotta idrica ha causato, nel corso della notte, un importante cedimento del manto stradale in via Ludovico Ariosto, l’arteria che sovrasta il campo sportivo comunale "Gualtiero Soverchia". La perdita d'acqua ha scalzato il terreno sottostante provocando una frana che ha interessato parte della carreggiata. Nonostante la via serva diverse unità abitative, non risultano case o nuclei familiari isolati.
L'allarme è scattato tempestivamente e sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco insieme agli agenti della Polizia Locale. L'intervento dei pompieri è stato determinante per la messa in sicurezza di un’autovettura che, a causa del cedimento, si trovava in bilico e rischiava di precipitare all'interno della voragine formatasi a causa dello smottamento di terreno che procede su di un fronte di diversi metri. La Polizia Locale ha subito provveduto alla chiusura della strada.


Fin dalle prime ore dell'alba sono al lavoro gli uomini e i mezzi dell'Area Manutenzioni e Servizi Esterni del Comune, coordinati con i tecnici e gli operai della municipalizzata Assem Spa. Questi ultimi sono impegnati nella riparazione del guasto idrico e nella successiva messa in sicurezza della condotta.

Per garantire l’incolumità pubblica e permettere il completamento delle operazioni di ripristino, via Ludovico Ariosto resterà chiusa al transito, sia veicolare che pedonale, nel tratto interessato dal movimento franoso tra i civici numeri 27 e 29. Il Comune monitorerà la situazione nelle prossime ore per valutare l'entità dei danni al sottofondo stradale e procedere quanto prima al consolidamento e alla riapertura della via.


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